Facili entusiasmi

Ho letto oggi che e` già in programma la campagna per raccogliere le firme per altri quattro quesiti riguardanti la pessima legge elettorale che ci ritroviamo.

Il comitato referendario “IoFirmo-Riprendiamoci il Voto” e` infatti partito alla ricerca delle firme necessarie per abrogare alcune norme presenti nella attuale legge elettorale, ovvero quelle in materia di Liste Bloccate, Premio di Maggioranza, Soglia di Sbarramento e Indicazione del Candidato Premier.

Non voglio entrare nel merito delle argomentazioni, anche se posso dire di essere un assoluto sostenitore della proposta di permettere agli Italiani di esprimere le preferenze per i parlamentari (tanto da aver richiesto, insieme ad altri, al mio partito di indire primarie per comporre le liste nel caso si andasse a votare con questa legge).

Sugli altri temi non mi espongo perché ritengo che bisognerebbe affrontarli capillarmente perché rientrano in un discorso più ampio, che e` quello del nostro sistema elettorale e della nostra forma di governo per ci sarebbe bisogno di un altro post.

Ecco intanto le proposte dei referendari:

  1. Liste bloccate. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. Un Parlamento di “nominati” non ha infatti alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.
  2. Il premio di maggioranza. Così esiste solo in Italia e ha effetti opposti a quelli auspicati. Attribuendo il 55% dei seggi alla lista che ottiene un voto più delle altre (anche se ha il 35% dei voti), questo meccanismo obbliga anche i partiti maggiori alla ricerche di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie e inevitabilmente eterogenee. Nessuna stabilità del governo, anzi: frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.
  3. Soglia di sbarramento. L’attuale soglia di sbarramento al 2% per le liste collegate in coalizione è un ulteriore incentivo alla frammentazione. Mantenere una soglia unica al 4% garantisce la presenza alla Camera dei partiti più rappresentativi, “costringendo” le forze minori ad unioni reali (un unico simbolo, un’unica lista) senza scorciatoie come le coalizioni elettorali. Al Senato il sistema dei collegi consentirà nelle Regioni più grandi la rappresentanza anche di forze decisamente minori
  4. Indicazione del candidato premier. L’obbligo di indicare il candidato Capo del governo interferisce con le prerogative del Presidente della Repubblica che può e deve scegliere in assoluta autonomia. Inoltre tale meccanismo tende a trasformare il nostro sistema da parlamentare in semi-presidenziale senza i contrappesi dei sistemi presidenziali.

Mi limito a fare due brevi commenti: come già detto la settimana scorsa non sono un grande fan di questo modo di “fare democrazia”, credo che queste siano cose su cui debba decidere il parlamento, che spetti a loro, porco cane, fare una legge elettorale decente. Se non ne sono stati capaci quelli che governano ora, la prossima votate gli altri e vedrete che andrà meglio!

Inoltre, credo che sia necessario ragionare molto attentamente sulla direzione che vogliamo prendere, credo che sia fondamentale un dibattito vero, un dibattito politico che non si può esaurire con un si` o con un no in un quesito referendario. Tipo, quando si parla di premio di maggioranza, bisogna ragionare sul sistema elettorale che si vuole adottare (proporzionale/maggioritario? semi-proporzionale/semi-maggioritario?) prima di poter esprimersi sul premio di maggioranza. Quando si parla di soglie di sbarramento bisogna ragionare sul senso che hanno le coalizioni tra partiti diversi e anche li` quindi sul sistema elettorale (se ne vuole uno a turno secco o a doppio turbo?). Quando poi si va a toccare l’argomento premier bisogna dire se si vuole mantenere il parlamentarismo attuale, se si vuole andare verso un semi-presidenzialismo o un vero e proprio presidenzialismo. Ed io, non vi sto dicendo quello che penso in materia, vi sto dicendo che qualsiasi cosa pensi c’è bisogno di una dibattito e di un confronto di idee.

Non sono discussioni semplici che si risolvono abrogando questa o quella norma di una legge schifosa. Perché se si abrogano quei commi, comunque la legge elettorale di fondo rimarrà la pietosa legge di oggi. No, noi non abbiamo bisogno di referendum, noi abbiamo bisogno di politica e politici che si assumano le responsabilità di fare leggi decenti! Perché ricordate, qualsiasi sia la legge elettorale vigente, per governare bisogna prendere più voti degli altri, niente trucchi. Noi abbiamo questa legge perché la nostra parte, dal 2001 in poi ha perso due volte e pareggiato un’altra. Ragazzi (molto bersanianamente), la legge elettorale, se avessimo vinto noi le elezioni, sarebbe molto diversa! Quindi forse, al posto che dedicare tutto quel tempo a raccogliere firme e fare campagne referendarie, e` il caso, tutti insieme, di costruire alternative di governo credibili, in modo tale che di referendum abrogativi per leggi schifose non dobbiamo più preoccuparci perché il problema e` stato risolto a monte: non ci sono più leggi schifose da far abrogare.

Ricordo, poi, che questa e` la prima volta che raggiungiamo il quorum da quasi vent’anni e che solo due anni fa abbiamo votato (almeno, io ho votato, con altri quattro gatti) proprio su quesiti che volevano cambiare alcune norme dell’attuale legge elettorale. La partecipazione e` stata bassissima e Berlusconi ha cantato vittoria: “avete visto, la legge e` fantastica se non e` andato a votare nessuno!”. Abbiamo cosi` ucciso ogni speranza di poter far pressione al governo per cambiare, in questa legislatura, almeno dei pezzettini di legge che avrebbero reso le elezioni del 2013 (o prima, speriamo), un filino migliori.

Ad ultimo, mi limito a registrare due cose emblematiche sul perché mi ha molto infastidito come sono stati trattati i referendum scorsi e che vengono riproposte in quest’intervista a Umberto Ambrosoli (che si sta occupando di raccogliere le firme per i quesiti di cui ho parlato).

La prima e` la totale mancanza di onestà intellettuale, la banalizzazione e superficialità con cui si parla di alcuni temi, proprio come e` accaduto su acqua e nucleare (mi sorprende linkiesta, in genere più attenta).

Negli scenari politici che si profilano vede il rischio di un ritorno al proporzionale? Si parla ancora di terzo Polo..
«Si può individuare un sistema elettorale che medi con le esigenze nuove che appaiono nell’orizzonte politico. Non necessariamente con un ritorno al passato, ma per rispondere ad esigenze attuali».

L’intervistatore parla di “ritorno al proporzionale”, come se quella di oggi fosse una legge elettorale maggioritaria. FALSO: il porcellum e` un proporzionale con premio di maggioranza, quindi, per favore, se volete una nuova legge proporzionale fate pure, ma non mi venite a dire che questa e` una legge maggioritaria. Quindi si continua per la strada del “fine giustifica il mezzo” usata per i quesiti sull’acqua.

C’è di più! Ecco qui il colpo che esce dal cilindro di Ambrosoli:

Legge elettorale: molti obiettano che sia materia assai tecnica su cui il cittadino fatichi a esprimersi..
«Lo dicevano anche riguardo al referendum sull’acqua, eppure è bastato semplificare il quesito “pubblico” o “privato” e la gente è andata a votare con partecipazione».

Quindi quello che vuole dire e`: basta ingannare la gente, che (sembra pensare Ambrosoli) e` deficiente, dicendogli che il quesito non ha milioni di implicazioni (essendo un tantino più complesso di “pubblico” o “privato”), ma che invece e` su una questione di principio “che poi se viene il privato ti tolgono l’acqua o la paghi 10000 euro l’anno”, cosicché la gente si reca a votare per paura.

Assenza di dibattito sulle cose, ingannare la gente con becero populismo, mentalità da fine che giustifica il mezzo. Non e` che tutti questi antiberlusconiani si stanno mutando in berlusconiani senza saperlo? Perché non so a voi, ma a me, questo, sembra tutto fuorché democrazia.

P.S. Ah, giusto per completezza, se non c’è stato dibattito sui referendum e` anche colpa di quelle persone che al posto di fare una seria campagna per il NO, hanno preferito parlare dopo i quesiti, esponendo, per esempio, cosa vuol dire “acqua pubblica sempre”, in maniera altrettanto populistica (volendo poi passare per geni che hanno sempre le soluzioni in tasca) o anche di quelli che hanno deciso di non andare a votare.

3 thoughts on “Facili entusiasmi

  1. “la legge elettorale, se avessimo vinto noi le elezioni, sarebbe molto diversa!”
    Sei sicuro? E allora com’è che Prodi&co. che cono saliti proprio con questa legge non hanno alzato un dito per cambiarla in 2 anni?? La sinistra è stata complice della parte peggiore del berlusconismo, gli ultimi 3 anni!

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