Hype, Pop Culture e una coda interminabile: Alexander McQueen

Al Metropolitam Museum a New York ieri chiudeva la mostra di Alexander McQueen. Questa, come dice il New York Times, e` aperta dal 4 di maggio ed e` stata vista da oltre 650.000 persone in questi quattro mesi. 15.000 di queste solo nella giornata di sabato. Altrettanti, se non di più, sono stati i visitatori di domenica. Giusto per dare altri dati (che comunque potete trovare qui) e` stata tra le 10 mostre più visitate nella storia del museo e sicuramente una di quelle di maggiore successo negli ultimi anni. Il Metropolitan ha quindi preso delle misure straordinarie: ha deciso di estenderla fino a domenica e ha prolungato l’orario di entrata al museo fino a mezzanotte per gli ultimi tre giorni; inoltre, la direzione non ha concesso alcun privilegio ai membri: anche loro dovevano farsi la coda. E che coda.

La fila per entrare al museo, infatti, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, e` durata fino a 5 ore. Anche se sabato ha piovuto, anche se ieri (domenica) si moriva di caldo. Io non ho mai visto niente di simile. Non al Louvre, non ai Musei Vaticani, mai per nessuna mostra che mi venga in mente.

Eppure fino a venerdì, lo confesso, non sapevo neanche chi fosse Alexander McQueen. Lo so, ignoranza mia, per carità, ma nella mia vita di mostre straordinarie, qui a New York, anche negli ultimi anni, ne ho viste parecchie: per dire, quella di Van Gogh o di Dalí al MoMa. Per esempio, quella di Turner o quella “da Cezanne a Picasso” proprio al Metropolitan. Quella di Hopper al Whitney. Quella sui “Modern Masters” alla Guggenheim.  Mai nulla di simile e i nomi sono di quelli altisonanti. McQueen, invece, fino a venerdì, ripeto, manco sapevo chi fosse. Evidentemente ero l’unico.

Ancora oggi non lo conosco come artista, la mostra, purtroppo a questo punto, non l’ho vista. Venerdì pomeriggio, sul tardi, avevamo deciso (io e la mia famiglia) di andare al Met a farci un giro, completely unaware of what was going on (anche perché in quanto membri non ci siamo neanche posti il problema di non riuscire ad entrare). Mia mamma mi aveva accennato di andare a vedere questa mostra, che lei, come mio padre e mio fratello, avevano visto quando questa coda non c’era e che diceva essere molto, molto bella (gli altri due membri della famiglia erano invece più scettici). Ero deciso ad entrare, come al solito, dare un’occhiata a “questo McQueen” e poi salire in terrazza al tramonto, che e` sempre bello. 5 ore di coda, pero`, sono troppe, davvero troppe: penso che potrei farle per un biglietto per la finale dei mondiali, se gioca l’Italia, al massimo. L’avrei, forse, fatta per il Louvre (anche se non ce ne e` stato bisogno), per la Cappella Sistina (idem), per un’ora a tu per tu con Obama (si, continua a sognare), ma le code mi mettono ansia, non le so fare, mi irritano e cerco di evitarle se proprio posso. E per 5 ore di coda, devo essere certo che perlomeno mi piaccia davvero tanto quello che trovo in fondo.

Mi dicono, in ogni caso, che mi sono perso qualcosa e posso essere d’accordo. Ribadisco non ci fosse stata coda l’avrei vista volentieri. Eppure mi chiedo e mi sono chiesto, vi chiedo, se tutto questo “hype”, questo fenomeno di massa sia giustificato.

McQueen e` uno stilista suicidatosi l’anno scorso. Uno che, a quanto pare, fa abiti pazzeschi e cose che fanno o hanno fatto in pochi (mia mamma mi diceva che ha visto qualcosa di cosi` magnifico solo alla mostra di Armani alla Triennale), ma fatico davvero a comprendere perché altri eventi, altre mostre, altri artisti, altre arti non abbiano avuto lo stesso successo o neanche qualcosa di minimamente paragonabile. E` Cultura Pop, va bene, e` l’era dei fenomeni di massa, e va bene, ma c’è dell’altro?

“All of my friends had said you just absolutely have to go see this, and I guess I’m crazy enough to wait in line this long,” she said. “It seems almost like the event is waiting in line, and then getting to see the exhibit.”

“We were saying that it should be a reality show, ‘The Line,’ like who makes it, who wasn’t voted out of the line,” she said, laughing.

Overwhelmingly, people leaving the exhibition said the wait was well worth it, as evidenced by the exclamations over the breadth of McQueen’s imagination and the skill of his tailoring.

Tutto questo per dire che non ho idea del perché questo artista abbia avuto questo successo straordinario, del perché ci fossero code che si addentravano ben dentro Central Park (e del perché i membri non hanno avuto il vantaggio di saltare la cosa). Non so perché una mostra di arte contemporanea sia stata allestita in un museo che e` noto per la sua sezione di arte greca, romana, egizia, medievale, rinascimentale, impressionista e non nel museo di Arte Contemporanea di New York, che pure c’è o, se mai, al MoMa.   Non ho idea se avrei dovuto, in effetti, farmela anche io quella cosa e se ho davvero perso qualcosa di straordinario. D’altra parte, ignorant me, di stoffe, sfilate e affini non mi e` mai importato molto. E 5 ore di coda sono tante.

2 thoughts on “Hype, Pop Culture e una coda interminabile: Alexander McQueen

  1. ciao Elia, prova a leggere ‘Lo squalo da 12 milioni di dollari’, dice qualcosa di interessante su certi fenomeni dell’arte contemporanea

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