Carnage

Bello, bello, bello. L’ultimo film di Roman Polanski, Carnage, un riadattamento dell’opera teatrale “God of Carnage” di Yasmina Reza, mi e` piaciuto tanto e prevedo la possibilità che si porti a casa almeno un Oscar a miglior attore protagonista, il prossimo febbraio. L’ho visto ieri nella rassegna milanese dei film del Festival del Cinema di Venezia.

La recitazione dei quattro attori, gli unici che compaiono sulla scena durante l’intera durata del film film, e` straordinaria. Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly meriterebbero tutti e quattro un riconoscimento dall’Academy, anche se forse le due attrici femminili risultano leggermente superiori ai colleghi maschili. In ogni caso, questo cast stratosferico funziona bene, si creano ottime sinergie e i dialoghi sono “top notch”.

Il film e` la storia di due coppie (Foster e Reilly, Winslet e Waltz) che si ritrovano a casa dei primi dopo che il figlio di Winslet e Waltz ha ferito il figlio dell’altra coppia. L’intento e` quello di chiarire la situazione.

Nasce, in questo modo, una lunga diatriba, una lotta tutti contro tutti tra personaggi falsi, perbenisti e complessivamente negativi. Nessuno dei quattro, infatti, ne`, tanto meno, nessuna coppia, riesce a trasmettere sensazioni positive e non si può dire che ci sia qualcuno per cui l’audience si ritrova a simpatizzare o a cui dare ragione o anche solo con cui sentirsi complice. Questi personaggi, poi, si trovano a parlare e a discutere di tutto fuorché l’incidente che li ha portati a riunirsi e vediamo, così, scontrarsi visioni del mondo e stili di vita diversi e inconciliabili e ugualmente spregevoli.

Così, con il passare del tempo e con l’evolversi della trama i personaggi si trasformano, abbandonano, in parte, il loro perbenismo e dimenticano le buone maniere e si lasciano trascinare dagli eventi in situazioni e conversazioni che ne mettono in evidenza difetti e pregiudizi. Alla fine, possiamo dire, diversamente da quanto fosse all’inizio, di trovarci di fronte a persone vere. Tutti sconfitti, ma finalmente esposti per quello che sono veramente.

L’ansia e il disagio che proviamo durante la prima parte del film, le risate amare che ci scappano e molti dei nostri vizi messi così bene in risalto sono solo altri dei motivi per cui dovete andare a vedere questo film appena esce nelle sale (o, consiglio personale, aspettate che esca il dvd -o scaricatevelo, ma non dite che ve l’ho detto io- e vedetevelo in lingua originale, che con il doppiaggio perde molto).

A proposito, in Italia esce oggi.

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