La colpa, in effetti, è degli altri

La cosa più sconvolgente che sto sentendo in questi giorni da sinistra a destra, da Ferrara a Giulietto Chiesa, quasi fosse il collante dell’opposizione al governo Monti, e` che la colpa di questa crisi non e` italiana.

Non siamo noi che per quarant’anni abbiamo governato malissimo la nostra cosa pubblica, a tutti i livelli. Non siamo noi che abbiamo fatto debito senza sapere se e come l’avremmo ripagato. Non siamo noi ad avere permesso che la politica costruisse un società profondamente ingiusta, oppressa da corporazioni medievali e intoccabili, impossibili da eliminare. Non siamo noi ad avere la peggior informazione del mondo libero. E non siamo noi ad aver letto, senza lamentarci troppo, i peggiori giornali dell’occidente. Non siamo noi ad avere la peggiore televisione di stato mai vista, lottizzata dai partiti e assolutamente inguardabile. Non siamo noi ad aver avuto la peggiore anomalia del sistema politico occidentale, Berlusconi, e ad averlo sopportato per 20 anni. Non siamo noi il paese dei poteri fortissimi e invincibili, come la mafia, vero cancro nazionale troppo spesso dimenticato (poteri forti reali e non inventati come quelli che avrebbero messo su Monti, per chiarire). Non siamo noi il paese della grandi disparità tra nord e sud. E non siamo il paese che in 150 anni non è mai riuscito a fare nulla per ridurle, queste disparità. Non siamo noi il paese di grandi ricercatori e di una pessima ricerca (perché di soldi, per quella non ci sono). Non siamo noi il paese di baroni, evasori e Lele Mora. Non siamo noi il paese che per i giovani non ha mai fatto nulla in 150 anni. Non siamo noi ad affrontare il secolo XXI con infrastrutture del secolo XX. E potrei andare avanti. Ora, però, capite che la colpa non può essere nostra, noi siamo stati così bravi!

La colpa della nostra crisi, ci dicono, è dei mercati, dei banchieri americani, dei finanzieri inglesi, della Merkel e di Sarkozy. L’Italia è grande, sono gli altri che ci opprimono. Sembrano gridare all’isolazionismo, alla riscoperta delle nostre radici e della nostra (presunta) grandezza. E a quel paese l’Europa e a quel paese il FMI e a quel paese la finanza internazionale e la globalizzazione, che senza queste mafie legalizzate, noi saremmo di nuovo grandi, i più grandi, perché noi abbiamo il manifatturiero, eh.

L’ultimo ad avere detto cose simili? Benito Mussolini. Quota ’90. Battaglia del Grano. Isolazionismo. Grande Italia. Radici cristiane.

Mussolini era un socialista, ha unito tutti i matti, i complottisti, gli esaltati. Stiamo attenti, che se Chiesa e Ferrara lo trovano, il loro Mussolini, li vedremo uniti e ci sarà da divertirsi.

(Ah e Ferrara che ancora oggi si ostina a dare la colpa di vent’anni di berlusconismo a tutti fuorché Berlusconi fa quasi tenerezza).

P.S. Vorrei chiarire che qui non si sta dicendo che la colpa della crisi economica internazionale è italiana, la crisi è partita altrove e ne siamo tutti ben consci. Detto questo l’Italia non cresceva prima della crisi e cresce ancora di meno ora che ci siamo dentro. Inoltre, la crisi del debito e dell’Euro, magari non oggi, magari non domani, ma dopodomani magari si, sarebbe scoppiata comunque. E se oggi siamo nella situazione in cui siamo non è solo per i mutui sub-prime concessi oltreoceano. Giusto per chiarire.

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