Pronostici delle primarie repubblicane

Sta notte si tiene la prima puntata delle primarie repubblicane in Iowa, uno stato del midwest che esce dall’anonimato ogni quattro anni, essendo il primo in cui storicamente gli americani votano per le primarie. Inoltre, mi piace ricordare che sono quattro anni esatti da quando l’allora junior Senator dell’Illinois Barack Obama vinse qui nel 2008, iniziando di fatto la sua cavalcata verso la presidenza degli Stati Uniti, che ora si trova a difendere contro una mandria di personaggi estremamente particolari, ad essere gentili.

Di alcuni abbiamo parlato (in particolare di qualcuno che non c’è più -nel senso che si è ritirato, tranquilli-), di altri abbiamo preferito non parlare o parlare poco (e speriamo di non essere costretti a farlo perché vorrebbe dire che in Iowa ci sono stati risultati assurdi).

Ora, prima dei miei pronostici, due cose: nel 2008 qui per i Repubblicani vinse Mike Huckabee, un pastore battista che poi fece male praticamente ovunque, quindi non sempre le primarie qui sono veramente indicative del sentire dell’elettorato repubblicano. Inoltre, bisogna dire che sono in molti a sostenere che l’unico che si può permettere di non vincere qui sia Mitt Romney, il favorito della corsa che non vuole votare nessuno e che ha puntato tutto sulle prossime elezioni in New Hampshire.

Bene ora bando alle ciance: i pronostici.

In Iowa sarà testa a testa tra Romney e Ron Paul, il deputato matto e libertario che ha seguaci anche in Italia (no davvero, giuro), con l’ex-governatore del Massachusetts Romney leggermente favorito. Staccati gli altri, nell’ordine: Newt Gingrich (ex presidente della House of Represtentatives ai tempi di Clinton), Santorum (altro matto ultrareligioso e creazionista), Michele Bachmann (lasciamo stare), Rick Perry (governatore del Texas, protagonista delle due peggiori figure della storia delle primarie repubblicane -la prima quella di essersi candidato, la seconda questa-) e ultimo, purtroppo, Jon Hunstman, che sarebbe il candidato migliore.

A sfidare Obama, a meno di sorprese allucinanti, credo sarà abbastanza agevolmente Mitt Romney, il qualche verrà comunque sconfitto a novembre. Perché Obama perda contro qualunque di questi repubblicani devono succedere cose mai viste: l’economia americana deve nettamente peggiorare e Obama deve fare gaffe francamente poco credibili per uno che ha fatto del motto “Obama no drama” un marchio di fabbrica. Oppure potrebbe uscire fuori qualcun altro dalla convention repubblicana di quest’estate, qualora il partito abbia la sensazione che dalle primarie non sia uscito fuori nessuno di abbastanza forte e legittimato per correre per la Casa Bianca, scenario, comunque, francamente poco probabile.

Ora aspettiamo. I miei pronostici li avete, teneteli presente, che se fallisco potete farmelo pesare.

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