Passera, non smentirci

Da quando Mario Monti è Presidente del Consiglio ed è caduto il precedente governo ho cercato di parlare il meno possibile di quello che stava facendo perché in occasioni come queste è meglio astenersi e formulare un giudizio quando si hanno gli elementi per farlo e dopo che si è dato il tempo a chi è arrivato di prendere dei provvedimenti e agire (nessuno ha la bacchetta magica). Inoltre, sono convinto che la situazione fosse troppo critica per fare i pignoli su alcune cose.

Ora la situazione rimane grave, ma è meno grave di quando lo spread toccava per la prima volta quota 500 punti e ad affrontare la crisi c’era un governo di inetti. Ora, poi, un po’ di tempo è passato e su qualcosa si può anche iniziare fare i pignoli, che è poi quello che mi riesce meglio.

Premetto che sono molto soddisfatto di quello che sta facendo questo governo complessivamente e che i suoi membri, che con il tempo stiamo imparando a conoscere, mi sembrano persone per bene, brave e preparate. Soprattutto mi sembrano persone in buona fede.

Il punto è che proprio per questo sarebbe il caso di evitare di mettersi in situazioni che possono essere equivocate. Per esempio, per quanto io stimi il Ministro Profumo e per quanto fossero anni che all’istruzione non andava un cretino o una cretina (a destra e a sinistra), ma anzi una persona preparata, stimata e stimabile, ritengo che sia equivocabile il suo non voler lasciare la presidenza del Cnr, presidenza che aveva ottenuto poco prima di diventare ministro. L’incompatibilità tra i ruoli esiste non solo per una questione di trasparenza (il controllato e il controllante non dovrebbero poter coincidere) ma anche per vincoli di legge. Profumo sarà un gran ministro e avrà tutto il tempo di tornare alla presidenza del Cnr, dove sarebbe una boccata di aria fresca, finito il suo mandato. Ora, scelga una delle due cariche.

CORREZIONE: Mi avvisano che il Ministro Profumo si è dimesso due giorni fa, chiedo scusa e complimenti al Ministro. Qui la notizia.

E poi passiamo a ciò che mi ha spinto a scrivere questo post, ovvero un atteggiamento equivocabile, appunto, del super-Ministro Corrado Passera. Passera è stato fino ad adesso molto corretto: ha ceduto, per una questione di trasparenza le sue azioni in Banca Intesa e si sta spendendo, almeno questo è un mio parere, con dedizione e buona volontà per lo sviluppo del paese. Insomma, Passera, che è pure tra i pochi a non aver escluso un futuro in politica (e sarebbe nel centrodestra), quando la parentesi di questi mesi sarà conclusa, a mio parere sta agendo in maniera efficiente, trasparente e con buoni propositi.

Ecco proprio per questi motivi credo che debba dare delle spiegazioni, come ha fatto fino ad adesso, su questo fatto:

Poche settimane fa il Ministro Corrado Passera ha spiegato in Parlamento che non poteva essere accordato alla Singapore Airlines il permesso di far proseguire verso New York JFK il volo che tutti giorni arriva a Malpensa da Singapore, perché osterebbero le norme europee.

Eppure Linkiesta ha scoperto che:

Qualcuno che aveva dubbi sulla risposta, però, parrebbe essersi premurato di svolgere al posto del Ministero quest’incombenza, ottenendo dalla UE una risposta veloce e non ambigua: il Governo italiano può decidere in piena autonomia, senza bisogno di permessi da Bruxelles.

(Leggi il resto dell’articolo qui).
Ora, abbiamo parlato di liberalizzazioni in vari settori. Questo (quello aereo) è un settore dove, più di altri,  la concorrenza ha portato, nel concreto e nella vita di tutti noi, vantaggi economici notevoli e tangibili. Riconosco che su questa tratta in particolare potrebbe esserci un interesse personale di chi scrive, tuttavia è anche una questione di principio. I maliziosi iniziano, infatti, a porsi delle domande: “ma Passera non era l’advisor del salvataggio di Alitalia?” Pare di si. “Chi ha il quasi-monopolio sulla tratta Milano-JFK?” Alitalia e i suoi partner stretti. Ora io non credo che Passera abbia risposto in malafede, non credo che si stia cercando di difendere un quasi-monopolio nazionale (e non di stato attenzione) e neanche interessi personali del Ministro, tuttavia, giusto solo per smentire i maliziosi, sarebbe il caso di concedere a questo (e altri voli simili) un permesso per imbarcare nuovi passeggeri, come, peraltro, succede in altri capitali europee. A maggior ragione con la situazione attuale di Malpensa (Formigoni, svegliati, se esisti, e attivati) che ormai, quando ci arrivi, sembra una città deserta del far-west.
Quindi ricapitoliamo: la concorrenza abbasserebbe i prezzi sulla tratta, Malpensa aumenterebbe traffico e prestigio, ci sarebbe più lavoro. What’s not to like?
Ministro, non smentisca noi che crediamo nella sua buona fede e nel suo interesse per lo sviluppo: conceda questo e altri permessi e facciamola finita. #liberalizIT.

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