30 scudetti, il fallo di Iuliano e il gol di Muntari

Vorrei dire una cosa veloce sul discorso dei trenta scudetti, della terza stella e di quello che, a mio parere, è un comportamento che danneggia l’immagine della Juventus.

Io non voglio entrare nel discorso su calciopoli e neanche farne un discorso troppo tecnico sul fatto che le stelle possano stare o meno sulla maglia o neppure se è legittimo o meno “nascondere” una terza nel “motivo” della divisa stessa, anche perché sono milanista e nessuno mi crederebbe se provassi a fare un discorso simile dicendo di guardare la vicenda da un punto di vista imparziale. Voglio solo fare un discorso molto semplice, di banale buon senso.

Ci tengo a precisare che su calciopoli ho sempre pensato che le pene inflitte alla Juventus fossero sproporzionate rispetto alle azioni commesse da un dirigente poco furbo, arrogante e spaccone, ma non necessariamente ladro e mafioso, specie se confrontate rispetto a quelle di altre società che hanno fatto le stesse identiche cose, ma sono rimaste impunite.

Peraltro, credo anche che sia anche comprensibile e per certi versi giustificabile, che la Juventus abbia deciso di mettere il simbolo dei 30 scudetti con le 3 stelle sul proprio stadio: lo stadio è suo, può farne più o meno quello che vuole e non ha senso stare a disquisire.

Molto diverso, invece, ritengo essere il discorso della divisa. La divisa è “la squadra di calcio”. Noi tifosi non tifiamo gli uomini ma la divisa, tanto che se i giocatori cambiano squadra diventano dei traditori. La divisa è l’unico grande simbolo “sacro” del calcio oggi rimasto. Pur con il poliestere. Pur con lo sponsor e il tessuto di plastica. Pur senza i colletti di una volta. Per questo i completi delle squadre di calcio sono scrutinati molto attentamente dalla FIGC: perché rappresentano ancora qualcosa.

Quello che voglio dire è che usare un escamotage tipo inserire la terza stella nel design della maglietta è una cosa che magari tecnicamente si può fare e verrà concessa dagli organi federali, ma è una cosa davvero da sfigati: rappresenterebbe solo un piccolo contentino ottenuto mediante una furbizia e neanche in maniera diretta e frontale. Rappresenterebbe l’immagine di quella Juve triste e perdente del dopo calciopoli. Per capirlo vi faccio due esempi.

Per assurdo, cosa diremmo dell’Inter, se, visto l’ingiustizia che pensa di aver subito nei campionati del fallo di Iuliano su Ronaldo e il 5/5/2002, aggiungesse un’altra stella (18+2) nel motivo della divisa dell’anno prossimo? Che sono degli sfigati rosiconi.

Cosa diremmo se il Milan, convinto (a mio parere senza tutti i torti) che il gol di Muntari avrebbe cambiato le sorti dello scudetto, mettesse nel motivo della maglia uno scudetto per dimostrare che è “il vincitore morale” della competizione dell’anno prima? Che Galliani è uno sfigato ed un buffone.

Quale sarebbero le differenze tra questi comportamenti e quello che la Juve intende adottare?

Allora, cari juventini, caro Presidente Agnelli, cara società Juventus, non fate gli sfigati, i buffoni e i furbi. Godetevi lo scudetto, godetevi al massimo quel 30 sul vostro bello stadio, che ritenete vi appartenga, ma suvvia, la maglia lasciatela com’è. Per rispetto, dignità e superiorità. Un tempo vi facevate chiamare Vecchia Signora, in fondo.

2 thoughts on “30 scudetti, il fallo di Iuliano e il gol di Muntari

  1. scusa ma allora per assurdo cosa dovrebbe dire uno juventino riguardo all’acquitrino di perugia nel 1999-2000 e al cambio di regole di carraro nel 2000-2001!!!

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