Diseducati al confronto

I “college democrats” e i “college republicans” di NYU faranno un dibattito. Si incontreranno per discutere di fracking, affordable care act, government shutdown e altre tematiche specifiche nell’aula magna dell’università. Si parla di contenuti. E solo di contenuti. Non c’e` un’elezione in ballo, non c’e` da vincere una platea. C’e` solo confronto civile tra le parti, anche ai livelli più “bassi” della politica.

Ora pensateci bene. Pensate bene quante volte nella vostre università le organizzazioni politiche che “animano” i vostri atenei hanno fatto iniziative simili per stimolare il confronto; anzi, pensate solo al livello del confronto tra parti politiche opposte (o anche tra persone della stessa parte) nelle università italiane. Si sentono solo slogan e frasi fatte, si parla di massimi sistemi e mai, dico mai una volta, si entra nello specifico dei “famosi contenuti”.

Pensate, poi, al livello del confronto politico italiano in generale. Quello che leggiamo sui giornali e vediamo alla televisione; perché no, quello sui social network. Non si parla mai di soluzioni ai problemi o argomentazioni sulle posizioni delle parti in campo, benché tutti si riempiano la bocca proprio di frasi fatte a riguardo. Si parla, invece, sempre di altro: di gossip, principalmente, ma anche di simpatie, antipatie… cose così.
Basta solo vedere quanto sia difficile organizzare un dibattito tra i candidati alla premiership, tutte le volte (in Italia, nel 2008 e nel 2013 non c’e` neppure stato). O anche solo quanto sia difficile parlare di contenuti al congresso del PD, dove tutto sembra essere “Renzi si, Renzi no, Renzi forse”. Neanche “perché Renzi si, perché Renzi no, perché Renzi forse”.

Si tratta di una questione di educazione al confronto civile tra le parti. Educazione al confronto sui contenuti. Educazione che a noi manca totalmente, a destra come a sinistra.

Siamo diseducati a discutere di queste cose qui. Sopportiamo collettivi urlanti, con i loro deliranti volantini pieni di verità assolute, arroganti accuse e grida di sdegno e pensiamo che da giovani la politica sia quella roba li`. O pensiamo che lo siano i Giovani Democratici dove, alle volte, neanche il dibattito interno riesce ad essere un civile e sereno confronto sui contenuti. Non parliamo poi del livello del dibattito interno nel M5S o nel PdL e di come si confrontano con le parti politiche rivali. L’Italia è un paese dove il dibattito sportivo è più evoluto di quello politico, a momenti!

Forse un giorno impareremo. Nel frattempo godetevi questo ultimo mese di congresso del Partito Democratico, sarà una meraviglia. Scopriremo la nazionalità della donna delle pulizie di Pittella, ci scandalizzeremo per il colore dei maglioni di Cuperlo, apriremo un dibattito sul nome dei gatti di Civati e verificheremo se quel proto-liberista di Renzi si mette le mani nel naso quando nessuno guarda.

Ne usciremo sicuramente una democrazia migliore.

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