Dai, poche storie, Domenica vai a votare!

Il Partito Democratico, per ovviare alle liste bloccate imposte dal Porcellum, circa un anno fa ha tenuto primarie aperte, unico partito in Italia eccetto SeL, per eleggere i propri parlamentari. Per una volta un applauso potremmo farcelo, al di là di tutto. Conviene ricordarlo a chi mette in dubbio, a scadenza regolare, questa splendida espressione di democrazia e conviene rinfrescare la memoria a chi ancora oggi non è convinto che, chiunque sia il proprio candidato preferito, domenica 8 dicembre è proprio necessario andare a votare.

Finchè il diritto di esprimere il proprio parere non ci viene tolto, non si realizza quanto sia importante. Peraltro, quanto ha contribuito l’imposizione di liste bloccate alla riduzione della qualità media e della preparazione dei nostri parlamentari negli ultimi anni? Quanto contribuisce, a questa decadenza, il fatto che un solo partito in Italia ha il coraggio di fare in maniera costante, pur non sempre con regole perfette, e pur con qualche testa dura da convincere ogni volta, delle primarie per esprimere i nostri candidati ai pubblici uffici?

Vedete, non è una questione strettamente di preferenze. Anche i sistemi maggioritari a collegio uninominale, attraverso alla straordinaria possibilità offerta dalle primarie e grazie al fatto che l’elettore deve comunque scegliere tra Tizio, Caio e Sempronio, persone in carne ed ossa, possono permettere al cittadino di scegliere.

Ed il poter compiere questa scelta è il bene più prezioso che abbiamo. E, infatti, ce ne accorgiamo quando ce la tolgono.

Quindi domenica 8 dicembre, andiamo a votare. Zittiamo, attraverso una grande partecipazione popolare, chi dice che “i segretari dei partiti vanno scelti in stanze chiuse da pochi illustri capibastone”. Ricordiamo a chi, ogni volta che ci avviciniamo a grandi eventi di democrazia, prova a dirci “che le primarie non servono”, che non si devono azzardare a toccarle, le primarie, e che anzi esse dovrebbero diventare una prassi comune e consolidata per tutti i partiti italiani (e magari dovrebbero essere tenute nelle scuole, esattamente come le “secondarie”, e non in gazebi e ristoranti, come fossero elezioni di serie b).

Domenica 8 dicembre andate a votare. Perché se non ci andate decidete di far decidere altri. E poi arriva il momento in cui non potrete più decidere. E vi lamenterete.

Domenica 8 dicembre, ovunque voi siate nel mondo, recatevi al seggio più vicino a casa (o se siete all’estero e non sapete dove andare votate online) e cambiate il paese.

One thought on “Dai, poche storie, Domenica vai a votare!

  1. Definire questa pagliacciata una “splendida espressione di democrazia” mi sembra eccessivo. Come la si può definire tale dal momento che non viene permesso ad un privato cittadino, come Antonio Di Pietro, di esprimere la propria preferenza, poichè membro della dirigenza di altri pariti?
    “Splendida espressione di democrazia” è concedere di votare solo a coloro i quali “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di
    essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”? (cit. da Articolo 2 dello Statuto)
    Da quando è “splendida espressione di democrazia” poter esprimere il proprio voto solo dopo aver versato un contributo di €2? Non bastano i rimborsi elettorali per finanziare questa farsa democratica?
    E poi, invece che “ovviare alle liste bloccate”, forse il PD avrebbe dovuto fare qualcosa di più per cercare di cambiarla questa legge elettorale!

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