Celebrare il 25 aprile, il 25 maggio

Questa settimana sono successe delle cose importantissime dal punto di vista della politica internazionale, anche se forse non tutti se ne sono accorti.

L’OLP e Hamas hanno deciso di formare un governo insieme, in Palestina, mettendo sostanzialmente fine ai negoziati di pace, già praticamente falliti. Si dovrà ricominciare da capo e lo si dovrà probabilmente fare dopo il 2016. Ovviamente, il rischio di una escalation di violenza nella zona non può essere escluso. Nel frattempo, in Ucraina, la possibilità di un conflitto armato sembra sempre più reale. Ad un panel sulla nuova Russia in università, a cui ha partecipato nel pubblico un crony di Putin che ha sostanzialmente impedito un dibattito costruttivo, tra tante valutazioni di diverso tipo e` emerso un giudizio unanime: l’Europa ha goduto di 25 anni di euforia, dimenticandosi che nel mondo esiste gente com Vladimir Putin e, soprattutto, che nessuno sa fino a dove questi ha intenzione di spingersi. E` bene ricordare che è molto arrogante pensare che questa pace in Europa sia un equilibrio definitivo e che per essa non sia ancora necessario lavorare duramente.

Oggi è il 25 aprile. In Italia si celebra la Liberazione dall’oppressione e dalla dittatura. Il senso di questa celebrazione, tuttavia, si perde se non si riflette sulla fortuna, quasi un lusso, che la mia generazione ha avuto di crescere in un’epoca di pace e sostanziale benessere. Che pare pure banale, detto così, eppure forse non lo è, specie se i venti di guerra non sono poi così lontani.

Ecco, forse, quest’anno bisognerebbe fare qualcosa di meno convenzionale, per dare davvero un senso a questa celebrazione. Bisognerebbe festeggiare il 25 Aprile, il 25 Maggio. Tra un mese esatto ci saranno le elezioni per il nuovo parlamento europeo, che determineranno, per la prima volta, anche il nuovo presidente della Commissione.

Ecco, in questo clima politico, di riemergente retorica da guerra fredda, in questo momento storico così delicato, ancor più perché non c’e` una consapevolezza diffusa di quanto stia davvero accadendo, in un’epoca in cui le forze euroscettiche sembrano avere la meglio sul buon senso, proprio quando l’Europa dovrebbe farsi trovare più unita che mai, e in un momento in cui si pensa che le elezioni europee non contino nulla, il 25 maggio 2014 potrebbe essere ricordata come una data storica, al pari di quel 25 aprile 1945, ma per motivi per più tragici: ovvero un’Europa nuovamente divisa, in balia di forze estremiste e ancora più debole agli occhi di chi, sulle nostre debolezze, sta giocando per soddisfare le proprie manie imperialiste.

Quindi andate a votare e fate votare. E votate e fate votare per una forza europeista, qualunque essa sia.

Quest’anno si celebra il 25 aprile, il 25 maggio. Vale la pena aspettare.

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