Salvatore Sirigu, il guardiano

Passatempo Mondiale

di Vincenzo Lao

Lo ammetto: ho sempre avuto un debole per i ritiri delle squadre. Sarà la possibilità di riassaporare vecchie sensazioni di giorni trascorsi con la scuola calcio in una qualche località montana sperduta a praticare il gioco più bello del mondo. Non si parlava di nient’altro, o quasi, nelle camere d’albergo dove eravamo sistemati, solo il calcio importava.

Immagino che anche per i ragazzi che hanno affrontato l’esordio in un Mondiale sia stato così, magari con un filo di tensione in più rispetto a quella che avevo io prima di giocare contro una rappresentativa di giovani locali. Se il giorno prima però hai poche, pochissime, infinitesime probabilità di giocare, alla partita ci pensi, sì, perché fai parte del gruppo; ma sai che non sarai un protagonista, la notte dormi tranquillo, 8 ore di filato, l’ansia da prestazione è pressoché inesistente. È così che si è svegliato Salvatore Sirigu…

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